RICARDO RUBIO en tres poemas traducidos por GIUSEPPE NAPOLITANO

RIcardo Rubio y Giuseppe Napolitano. Fotografiados por Kamran Mir Hazar

Ricardo Rubio y Giuseppe Napolitano. Fotografiados por Kamran Mir Hazar

Tre poesie di

Ricardo Rubio

da  Rapsodía gris

                            tradotte da Giuseppe Napolitano

 

 

Nel modo più assurdo la mente gioca a vincere

Senza sapere avanzavo a tentoni
dimenticato il principio e la ragione del dilemma.

Perché presi il destino con misura
e venne il castigo per le cose frequenti
e le abbondanti e quelle facili.

In tutta la terra ho combattuto
per raggiungere questa voce
per seminare gelsomini nel ricordo
della mia casa e dei miei occhi.

Non ebbi indugi né prudenza né doppiezza
il mio desiderio non conobbe riposo.
Compresi tardi che l’impresa cospira scuote sfinisce
e combatte la luce che risplende
al caldo di un sincero nutrimento
all’orecchio teso al sussurro di un figlio.

Ebbi sempre in casa un coro di allegria
mia moglie brillava i bambini giocavano agli indiani
fuori invece mai cantava la ferocia
– marcia soltanto lanciando voci di potere.

Ora so che questa spada si torce nel mondo
e così ancora a volte si stanca e si trattiene.
Non ci sono numerali nel cosmo
non c’è via per il ritorno.
Lascio lo scudo e mi sciolgo le cinghie
bevo la sete e scuoto il tuono della notte.

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Gli occhi si chiudono alla danza
o si aprono al dolore

 Si veste l’albero di rughe e silenzio
– con la sua forza antica va e viene nell’aria.
Si prende l’ultima goccia dai fossati
verso un torrente invisibile
che non raggiunge la sua pelle muta.
Quando avvolge la montagna la sua sete e la tristezza
il cielo lo vede alzare le braccia al vento.

Navigherò in eterno per comprendere questo perché
questa chiocciola confusa che affoga tra sabbia e sale
quest’ambizione che cade in mano all’intolleranza
questo falso ristagno dell’idea.
Come vedere l’altro lato dello specchio
se il nucleo è nella carne?
Come essere chi sono quando svengo?

La vita si accorcia si accosta alla vecchiaia
si corrompe e si confonde.
Il delirio invade le forme la ragione vacilla
la nudità tenta un colore nelle tenebre
e cerca una specie una stirpe una tribù
un fondamento in cui seminare l’aria.

Ma si fa notte la luce e nebbia e sonno
confusione di iridi all’ombra di un noce.
Miserabili passi disegnano un andare
debolmente mediocre.

Per la nudità il tramonto è un vertice eccessivo.

 

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Nulla sappiamo se non il malinteso

 

Mi fingo distratto mentre agito altro tempo
che infiamma il cuore dell’alba.
Chiudo gli occhi immaginando i segni
di un linguaggio universale.
Cerco ragioni mentre palpitano
tristezze sparpagliate nelle crepe
di uno spazio perplesso.

Quando il giorno schiude passaggi
la lucidità assorta si spaventa.
Con quale veleno soffochiamo l’insistenza
e l’illusione se nessuno ha la luce della distanza?
Nessuno è signore del colore della sera.
La coscienza navigò millenni per giungere qui
e forzò un uomo stordito
in mezzo alle pietre.

Ci sono alberi feriti dalla sete
uccelli rantolanti di paura
piccoli pesci che lottano contro l’inverno.
Ma ci sono le mani di una donna
che si allungano sulla mia schiena
mitigando la ferocia della vita.
Così avverto le carezze e le offese.
Adesso gli anni mi tormenteranno sempre
e sono appena silenzio
al fondo di un gesto.

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Giuseppe Napolitano

Giuseppe Napolitano

Giuseppe Napolitano nació en Minturno en 1949 y reside en Formia.

Ha publicado los siguientes libros de poesía:

Momenti (1970), Dentro l’orma (1978), Maschera (1978), Se rincorri un po’ di ieri nel domani (1989), Haiku (1990), E poi… / Et puis… (traducción al francés de Antonio Agnisola, 1991), Creatura (1993), Poesia / non poesia (1994), Gaeta. 17 cartoline (con dibujos de Mario Magliozzi, 1996), Parola di parole (1998), Ritornello di apparenze / Refren de aparenze (traducción rumana de Ana Covaciu, 1998), Cuore di sabbia (1998), Partita (1999), Sin remedio / Senza rimedio (traducción española de Carlos Vitale, Save As, Barcelona, 2000, al que pertenecen estos poemas), Equilibrio variable / Equilibrio variabile (traducción española de Carlos Vitale, Emboscall Editorial, Vic, 2000), Passi. Pensieri di poesia (2001), Passaggi (2002), Insieme a te io sono nato ancora (2003) y Alla riva del tempo (traducido al esperanto por Amerigo Iannacone, 2005).

Ganador de importantes premios literarios, ha escrito diversos ensayos (entre otros, sobre Italo Svevo y Tempo letterario, 2006) y ha traducido al italiano I nostri anni via in un sospiro del poeta irlandés John Deane (2000) y Sestine di Campodimele de la poeta francesa Nicole Drano Stamberg (2002), además de poemas de Catulo, Horacio y los líricos griegos arcaicos.

Ha creado un sello editorial (la stanza del poeta), con el que ha publicado desde 2005 más de 30 libros suyos (entre otros: Vola alta, parola, La norma della diversità, Lodeve 2006 e Il tempo trovato) y de autores italianos (A. Iannacone, U. Piscopo, M. Carlino, etc.) y extranjeros (C. Vitale, G. Drano, S. Negrouche, G. Vega, A. Tufa, Á. Serna, etc.).